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Frazioni e contrade


 

Cautano è formato da vari casali quali: Cacciano, Trescene e Fornillo, quest’ultimi termini longobardi che indicavano il posto adibito alla trebbiatura. Altri termini longobardi sono Sala (luogo nel quale venivano riscossi i canoni per l’affitto dei terreni) e Corticella che è il termine più significativo di testimonianza della civiltà longobarda. Infatti, nei loro insediamenti i Longobardi provvedevano innanzitutto a disboscare e bonificare il luogo prescelto, realizzando poi le abitazioni e lasciando una parte di terreno comune (curtis) nel quale veniva spesso realizzata una chiesa.Un chiaro esempio è la piazza di Cacciano detta appunto Corticella.

Congrega-Cacciano-Corticella.jpgCacciano, la frazione più grande, ha anch’esso un’origine remota, lo si trova menzionato  in un diploma del 1109 di Roberto Conte di Alife, nel quale viene evidenziata la privazione della sede vescovile della città di Tocco, assegnando i privilegi della Cattedrale di S.Pietro di Tocco alla chiesa di S. Andrea Apostolo in Cacciano elevandola  ad Arciprete. Cacciano divenne, cosi, centro spirituale di tutta la valle, dalla cui Arciprete dipendevano tutti i Curati o Vicari della valle che cedevano il posto all’Arciprete qualora costui si fosse recato nel loro territorio.

Il territorio di Cacciano, secondo una comune consuetudine, viene indicato con il nome del proprietario dei terreni e quindi che abbia preso il nome da un componente della famiglia Caucius. Infatti, a Vitulano si erano stabiliti i familiari di Claudio Gabino, legionario romano che, in Sassonia,  aveva  combattuto vittoriosamente contro i Cauci, ed al quale era stato concesso di adoperare il cognome Caucius. Molto probabilmente, questa famiglia, aveva delle proprietà anche fra il torrente Jenga e i monti del Taburno da qui si sia avuta la denominazione Caucianus e quindi Cacciano che stava ad indicare la zona bassa, mentre la parte alta veniva indicata con l’aggettivo Cautanus (roccioso) e da qui Cautano. All’inizio del XIX sec. Cautano e Cacciano,  formavano due comuni differenti e cioè Cautano (che contava circa 680 abitanti) e Cacciano-Fornillo (con 491 abitanti), poi con decreto del 7 maggio 1851 questi due comuni furono uniti formando un solo paese e vista la prevalenza di abitanti del casale di Cautano fu decisa la soppressione di Cacciano e l’elevazione a comune di Cautano. Il comune fu aggregato alla Provincia del Principato Ultra del Regno delle due Sicilie, con capoluogo Montefusco (fino al 1806) e poi Avellino.

Con l’avvento dell’Unità d’Italia il comune passò  alla provincia di Benevento nata dalla divisione dei comuni dalle province del Molise (che arrivava fino al comune di Ponte), Terra di lavoro ( che si estendeva fino al comune di Frasso Telesino) e Principato Ultra del regno borbonico. Furono così unite due entità, Benevento e la sua attuale provincia,  ben diverse tra loro sia per cultura che per tradizioni.  Nel secolo scorso Cautano fu uno dei più importanti centri del brigantaggio del Sannio, qui infatti era dislocato il quartiere generale di uno dei più sanguinosi briganti che la storia del meridione abbia avuto , il capo-brigante Martino Luciano che fu fucilato dai bersaglieri del generale Cialdino nella Piazza di Cautano.